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Ansia e sessualità

uomo-depressoL’ansia che deriva dalle “prestazioni sessuali” rappresenta un problema attualmente molto diffuso. La paura dell’insuccesso, il timore di non piacere, di non essere abbastanza capaci, di non essere all’altezza del proprio partner hanno come risultato l’ansia da prestazione. Chi la prova ha difficoltà nell’abbandonarsi al piacere sessuale.

L’ansia da prestazione può essere generata da:

  • fattori individuali che riguardano uno solo dei due partner come forti convinzioni religiose, dubbi sulla propria identità sessuale, specifiche fobie sessuali, paura della gravidanza, preoccupazioni per l’invecchiamento, tratti ossessivo-compulsivi e fattori legati allo stile di vita come stress e affaticamento;
  • fattori relazionali come la mancanza di attrazione verso il partner, scarse abilità sessuali del partner, conflitti coniugali, incapacità di fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale.

L’ansia da prestazione riguarda sia gli uomini che le donne e genera problemi sessuali nella coppia. Il denominatore comune ad entrambi i sessi è la paura di non farcela (per esempio ad avere un’erezione per lui, o ad avere un orgasmo per lei) che crea un picco di ansia e un autentico terremoto di adrenalina che interferisce con la normale naturalezza della risposta sessuale e delle sue diverse componenti.

L’ansia da prestazione, nella donna, può inibire l’orgasmo (anorgasmia), può interferire con l’eccitazione fisica genitale causando secchezza fino ad un vero e proprio dolore alla penetrazione (disperunia), può rendere impossibile la penetrazione (vaginismo) o arrivare a bloccare anche il desiderio quando il persistere dell’insoddisfazione crea un circolo vizioso che frena tutta la funzione sessuale.

Molto spesso nell’uomo l’ansia da prestazione porta ad altri disturbi a catena che rischiano di peggiorare la situazione come l’eiaculazione precoce, la mancanza di erezione, la perdita di erezione durante il rapporto o una vera e propria disfunzione erettile.

Questo accade nell’uomo e nella donna  perché quando la persona vive il rapporto con ansia da prestazione i comportamenti non sono più liberi e vissuti in modo naturale e piacevole. Il “come” prevale sul “cosa”, e la “riuscita” del gesto sul “gusto” di farlo. Gli atteggiamenti, i comportamenti e le convinzioni conseguenti all’ansia da prestazione vanno tutti nella direzione dell’insuccesso e la probabilità che esso si verifichi sono molto alte.

In questi casi è utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta-sessuologo che lavori in rete con altri specialisti quali andrologo e ginecologo/a. L’obiettivo di una terapia sessuologica è quello di aiutare la persona ad abbandonare l’atteggiamento “da spettatore” tipico dell’ansia da prestazione, a ridurre l’ipertono e la rigidità muscolare e ad aumentare l’autostima e la fiducia nella propria capacità.