Il coraggio di essere UNUSUAL

 

Insolito. Strano. Fuori dal comune.

Il “diverso” spaventa parecchio, proprio perché costringe a guardare oltre la zona di comfort che ognuno di noi si è creato, influenzata ed alimentata dal contesto sociale in cui siamo nati e cresciuti.

Proprio perché le persone attorno a noi, dai genitori e parenti, alle amicizie, ai compagni di scuola, ci hanno sempre fatto capire cosa fosse considerato “normale”, non per tutti è facile alzarsi in piedi, uscire dalla massa e proclamare con orgoglio la propria diversità.

Dopotutto a nessuno piace sentirsi inaccettato, magari non omologato agli altri sì, ma inaccettato ed escluso no.

D’altra parte l’essere umano è una creatura sociale, e si sente appagata quando i suoi simili lo apprezzano.

In più, per semplificare le cose usiamo tutti delle etichette sociali, e ognuna di queste “categorie” si porta dietro dei pregiudizi e luoghi comuni restrittivi e limitanti.

Per esempio: “un metallaro è una persona aggressiva, che si veste di nero e ascolta musica satanica”; oppure “un nerd è uno sfigato, uno smanettone del pc che non esce mai di casa”.

Queste semplificazioni per forza di cose non possono raccontare a pieno la personalità di un individuo così complesso come l’essere umano, non credi?

Ci vogliono molta sicurezza in sé, coraggio e volontà per essere ribelli, e spesso la reazione più spontanea che adottiamo è nascondere quella parte che tutti giudicherebbero “strana”.

Eppure mi domando: “come può essere positivo reprimere la parte di noi che ci rende unici, che ci permette di distinguerci dagli altri?

Questa domanda è risultata essere di fondamentale importanza quando ho iniziato a costruire il mio progetto lavorativo.

Dopo l’università, ho scoperto che di lavoro volevo fare la wedding planner e designer.

Ma quello che vedevo fare alle altre colleghe mi sembrava tutto uguale! Facevano tutte allestimenti dettati dalla moda, dalle tendenze del momento, dal Pantone dell’anno, per cui il risultato era che i loro allestimenti si potevano confondere gli uni con gli altri, tanto utilizzavano tutte gli stessi oggetti, gli stessi colori, gli stessi fiori.

Allo stesso modo, probabilmente molti ci vorrebbero omologati, tutti con gli stessi vestiti, gli stessi tagli di capelli, gli stessi ideali…e chi si alza e dice: “ciao, a me queste cose non piacciono, io preferisco essere diverso”, beh spaventa e allo stesso tempo incuriosisce, e nel migliore dei casi…ispira gli altri.

Allora mi sono detta che era il momento di tirare fuori quell’essere insolito che viveva dentro di me e che aveva negli anni già fatto la sua apparizione, certo, ma mai con fierezza e convinzione.

Per questo ho deciso di creare la prima agenzia di wedding planner specializzata in Unusual Wedding!

Per far capire agli sposi che, come me, sono sempre stati giudicati magari “strani” o “diversi”, che quella parte di loro è la più bella da valorizzare perché li rende davvero unici.

Trovare il coraggio di abbracciare la propria diversità è l’atto più liberatorio che credo possiamo fare per noi stessi.

Permette di liberarci dalle catene, quelle autoimposte e quelle in cui ci hanno involontariamente avvolto gli altri, e di dire: “io sono così, mi piaccio, credo che essere diverso in questo senso sia un valore aggiunto, e se non ti piaccio significa che io e te non abbiamo nulla da condividere!”.

Sicuramente fare questo grande passo comporta dei rischi e sottopone a critiche più o meno severe, probabilmente perderai delle persone che non ti accettano durante il percorso…ma cosa c’è di più importante del sentirsi a proprio agio con se stessi, e attorniato dalle persone che comprendono e apprezzano la tua vera personalità?

Per cui, provaci!

Un passo alla volta, una catena alla volta, fino a liberare il tuo potenziale unico, che sta proprio nella tua diversità.

 

Caterina
Unusual Wedding Designer
THE OTHER WEDDING

Come posso aiutarti

Nel caso in cui vi sentiate sopraffatti da intensi sentimenti di rabbia, paura, lutto o vergogna è fondamentale che voi chiediate un aiuto specialistico. Diventare adulti capaci di riconoscere e gestire al meglio il proprio status emotivo vi permetterà di trasferire questa competenza anche nella relazione con i figli, diventando il miglior esempio che essi possono avere a disposizione in questo momento così complesso.